Il ristorante di Eddie Montgomery andrà all’asta

Posted by CountryStateLine on 2nd gennaio 2014 in Home (News)

Non comincia bene l’anno per Eddie Montgomery, 50 anni, fratello più grande di John Michael, che nel 1999 ha fondato con Troy Gentry il duo country Montgomery Gentry. Il ristorante che ha aperto ad Harrodsburg (Kentucky) solo 4 anni anni fa, nel 2009, la Eddie Montgomery Steakhouse, aveva già chiuso inaspettatamente i battenti nel maggio dello scorso anno ma Eddie e la sua ex moglie, Tracy Nunan (che gestivano in società il business) speravano di poterlo riaprire una volta risolti i problemi finanziari. In realtà essi hanno lievitato in quanto alcuni investimenti tentati da Montgomery non hanno dato i risultati attesi così che ora, a quanto scrive il Lexington Herald-Leader, egli deve restituire alla banca (che ha citato la coppia in giudizio) quasi 12,7 milioni di dollari.
La steakhouse è entrata così nella disponibilità dell’istituto bancario, la Central Bank & Trust, la quale ha ordinato la messa all’asta; dalla vendita spera di ricavarne quanto basta per ripianare il debito, o parte di esso. L’asta è prevista per venerdì 10 gennaio ad Harrodsburg. La Eddie Montgomery Steakhouse era stata costruita come parte di un complesso chiamato Skylar’s Landing e sarà messo all’asta come un tutt’uno con le proprietà attigue. La banca ha inoltre preso possesso di una proprietà personale di Eddie Montgomery vicino Perryville, nella contea di Boyle. Non credo che si possa augurare a Eddie “buon anno nuovo!”…

2013: ripercorriamo un anno di musica country

Posted by CountryStateLine on 1st gennaio 2014 in Home (News)

C’è sempre qualcosa di bello da ricordare in un anno appena trascorso, anche quando ci sembra che non sia successo nulla di particolarmente degno di nota oppure, peggio, quando lo riteniamo il peggiore di tutti quelli vissuti fino a quel momento. Ma non esiste un anno peggiore o migliore di tutti gli altri; è solo questione di come viviamo e metabolizziamo gli eventi che ci succedono senza dimenticare che ognuno di essi ci cambia e ci lascia (o toglie) qualcosa. Musicalmente parlando le cose non cambiano molto. Anche nel 2013 appena defunto di cose nella musica country ne sono accadute tantissime, alcune tristi e alcune liete. Ciascuna di esse ha cambiato probabilmente il corso che il genere country seguirà nel futuro o semplicemente ha cambiato noi stessi in relazione agli altri o al nostro modo di fruire di questo bellissimo genere musicale. Cerchiamo di ripercorrere, grazie all’aiuto di CMT, alcuni dei principali eventi country dell’anno passato.
A gennaio 2013 Nielsen Soundscan ci dice che le vendite di musica country sono sostanzialmente in aumento rispetto al 2012 e che Taylor Swift ha dato la polvere a tutti… Il 1° gennaio in California muore a 85 anni Patti Page, cantante pop che nel 1950 incise la famosa “The Tennessee Walts”… Kelly Clarkson si unisce a Beyoncé e James Taylor per cantare alla festa del secondo insediamento di Barack Obama alla Casa Bianca… L’11 gennaio scompare John Wilkinson, storico chitarrista della TCB Band di Elvis Presley… Tim McGraw annuncia che il suo “Two Lanes of Freedom Tour” comincerà il 2 maggio in Alabama… Ci vogliono solo 10 minuti a Jason Aldean per vendere tutti i biglietti per il suo show al Madison Square Garden di New York previsto per il 2 marzo… Il 30 gennaio a Los Angeles muore a 94 anni Patty Andrews, ultima sopravvissuta del trio pop delle Andrew Sisters che aveva registrato anche con star della musica country come Ernest Tubb e Red Foley…
A febbraio George Jones annuncia che il 22 novembre calcherà il palco per l’ultimo concerto della sua carriera, che si svolgerà alla Bridgeston Arena di Nashville, insieme ad uno stuolo di star della musica country… Il 17 febbraio la prima vera gran brutta notizia dell’anno: a soli 37 anni muore Mindy McReady, cantante country la cui turbolenta vita è stata costellata di problemi personali e familiari che (troppo) spesso hanno trovato spazio sui giornali di gossip anziché di musica… Carrie Underwood, Zac Brown Band, Taylor Swift e Little Big Town sono gli artisti country che vincono un Grammy alla 55esima edizione della manifestazione… La Dixie Chicks Natalie Maines, durante un’intervista con Katie Cook a CMT, afferma che tornare a fare country music sarebbe come “tornare da un marito che ha abusato di te”… Diventati un trio, gli Alabama annunciano che torneranno di nuovo in tour dopo più di dieci anni … Tim McGraw vince la battaglia finale della causa intentata contro la sua ex casa discografica Curb Records per poter essere svincolato senza più obblighi…. Il 27 febbraio muore a Noble (Oklahome) Chuck Goff, jr., grande amico e membro più importante della band di Toby Keith… Billboards dice che Kenny Chesney, McGraw e Jason Aldean, con 20 milioni, 18 milioni e più di 17 milioni rispettivamente, sono i cantanti country che hanno guadagnato di più nel 2012.
Arriva marzo e Blake Shelton, ormai una garanzia nel panorama della musica country anche grazie al suo ruolo di conduttore al programma tv “The Voice”, esce con un nuovo album dal titolo “Based On A True Story”… Per celebrare il 40esimo anniversario della sua pubblicazione, “Will The Circle Be Unbroken” della Nitty Gritty Dirt Band è rimasterizzato dai nastri originali analogici e reinciso su vinile… Kacey Musgraves debutta al primo posto della classifica degli album country di Billboards con il disco “Same Trailer Different Park”.
Ad aprile Luke Bryan è eletto Intrattenitore dell’Anno agli Academy of Country Music Awards… Jason Aldean inaugura per la prima volta assoluta con un suo concerto il Sanford Stadium di Athens, Georgia… Kenny Rogers, Bobby Bare e Jack Clement sono annunciati come i prossimi membri ufficiali della Country Music Hall of Fame… Keith Urban e Vince Gill sono i presentatori del concerto “We’re All For the Hall” alla Bridgestone Arena di Nashville per raccogliere fondi da destinare al Country Music Hall of Fame Museum. L’evento raccoglie quasi 650mila dollari! … Il 26 aprile muore la leggenda George Jones.
All’inizio di maggio al Grand Ole Opry di Nashville si svolgono le onoranze funebri per George Jones davanti ad una folla immensa. Tra gli artisti che leggono un discorso o cantano ci sono Brad Paisley, Kenny Chesney, Kid Rock, Ronnie Milsap, Vince Gill, Patty Loveless, Charlie Daniels, Randy Travis, Tanya Tucker, Barbara Mandrell e l’ex first lady Barbara Bush… Il 14 a Nashville scompare a 83 anni Jack Greene, già membro dei Texas Troubadours di Ernest Tubb e stella del Grand Ole Opry la cui hit di maggior successo fu “There Goes My Everything”… Kellie Pickler vince “Dancing With The Stars” e presta il trofeo vinto perché sia esposto alla Country Music Hall of Fame… Spinto dal grande successo del singolo “Wagon Wheel” esce il nuovo disco di Darius Rucker “True Believers”… Randy Travis intenta una causa per impedire che sia reso pubblico il video girato dalla telecamera installata su una macchina della polizia relativo al suo arresto per guida in stato di ubriachezza avvenuto nel 2012 nei pressi della sua casa di Tioga, in Texas… La sera del 29 maggio Blake Shelton raccoglie più di 6 milioni di dollari conducendo una maratona di Telethon, trasmessa in diretta dalla NBC-TV e da diversi canali televisivi via cavo, a favore dei cittadini di Moore, in Oklahoma, devastata 9 giorni prima da un tornado. Tra i protagonisti ad esibirsi sul palco: Miranda Lambert, Reba McEntire, Vince Gill, Luke Bryan, Darius Rucker e i Rascal Flatts.
A giugno Carrie Underwood vince il premio CMT Video of the year per “Blown Away”… Il 9 giugno a Nashville scompare a soli 69 anni Chet Flippo, giornalista opinionista e grande esperto di rock e country music… I Pistol Annies cancellano i loro concerti di giugno senza alcuna spiegazione, anche se Ashley Monroe più tardi citerà come motivo la mancanza di tempo per le prove… Il 19 giugno muore a Orange Park (Florida) a 90 anniSlim Whitman, diventato famoso nei primi anni ’50 del secolo scorso per il suo stile da yodel molto virtuoso che aveva fatto spesso l’occhiolino al pop in brai come “Indian Call Love” e “Secret Love”… Ralph Stanley annuncia i piani per il suo tour d’addio, destinato a concludersi nel dicembre 2014.
Luglio non è proprio un bel mese. Il 1° luglio muore a 79 anni Charles Carr, che molti di voi potrebbero non conoscere ma che entrò nella leggenda 60 anni fa trasportando in auto da Montgomery (Alabama) a Canton (Ohio) il grande Hank Williams. Su quella auto, una Cadillac blu chiaro del 1952, durante quel viaggio, Hank trovò la morte a causa di una dose letale di morfina che sfiancò definitivamente il suo stanco corpo prima di arrivare a destinazione… Il 9 a Nashville scompare a 90 anni Jim Foglesong, ex produttore, dirigente discografico e membro della Country Music Hall of Fame… Il 26 a La Jolla in California scompare JJ Cale, cantante e autore che lavoro con grandi artisti come Eric Clapton e Lynyrd Skynyrd… Toby Keith organizza un altro show a Norman, Oklahoma, per le vittime del tornado che raccoglie 60mila fan accorsi per vedere esibirsi dal vivo Garth Brooks, Trisha Yearwood, Ronnie Dunn, Willie Nelson, Mel Tillis, John Anderson, Wade Hayes, Sammy Hagar e altri… Il 29 del mese è la volta di Betty Sue Lynn, la figlia più grande di Loretta Lynn, che scompare a 64 anni a Waverly (Tennessee)… Le cifre della Nielsen SoundScan rivelano che le vendite di musica sono calate durante la prima metà dell’anno. Nella categoria Country e Americana Taylor Swift, Blake Shelton, Florida Georgia Line, Mumford & Son e The Lumineers sono gli artisti che hanno venduto di più.
In agosto Reba McEntire parla della sua carriera davanti ad una folla accorsa al Ford Theater presso la Country Music Hall of Fame & Museum in occasione dell’apertura della mostra a lei dedicata… L’8 del mese a Nashville muore a 82 anni Cowboy Jack Clement, cantante, autore, musicista e produttore musicale e cinematografico nonché membro della Country Music Hall of Fame… Esce il cd “Crash My Party” di Luke Bryan che schianta la classifica di vendita… Il 10 del mese muore a Stapleton (Alabama) Jody Payne, cantante chitarrista nonché membro più importante della band di Willie Nelson (lo era stata per 35 anni)…La MCA rivela che George Strait, il quale chiuderà l’era dei suoi concerti dal vivo nell’estate 2014, ha siglato un contratto per incidere altri 5 album… Keith Urban conferma il suo ritorno come giudice nel programma tv “American Idol”… Ricky Skaggs rilascia un’intervista radiofonica in diretta presso la libreria Barnes & Noble di Nashville per promuovere la sua nuova autobiografia “Kentucky Traveler: My Life In Music” (il viaggiatore del Kentucky: la mia vita in musica)… Brantley Gilbert e Jana Kramer rompono il loro fidanzamento…
A settembre gli Old CrowMedicine Show sono ufficialmete nominati membri del Grand Ole Opry… Il duo Shovels & Rope con Rodney Crowell ed Emmylou Harris segnano una grande vittoria alla serata “Americana Music Honors and Awards”… Taylor Swift segna tre serate “tutto esaurito” alla Bridgestone Arena di Nashville… I Gibson Brothers vincono il premio per Migliori Intrattenitori dell’Anno agli International Bluegrass Music Awards a Raleigh, in North Carolina… Il 28 settembre scompare in Texas B.B. Watson, 60 anni, artista della BNA Recordsdurante il decennio 1990.
E’ ottobre: Hunter Hayes registra il tutto esaurito in molti concerti del suo CMT On Tour, che parte questo mese da Knoxville, in Tennessee… Jeffrey Steele, Layng Martine jr., Will Jennings e Randy Owen del gruppo degli Alabama diventano membri ufficiali della Nashville Songwriters Hall of Fame… Il 10 ottobre a Branson (Missouri) scompare Cal Smith, 81 anni, ex membro dei Texas Troubadours di Ernest Tubb che nei primi anni del decennio 1970-80 ebbe un grande successo anche come artista solista in brani come “The Lord Knows I’m Drinking”, “Country Bumpkin” e “It’s Time To Pay The Fiddler”…Il 20 a Hendersonville (Tennessee) muore a 77 anni Leon Ashley che nel 1967 con “Laura (What’s He Got That I Ain’t Got)” fece la storia come primo cantante country ad arrivare primo in classifica con una canzone scritta, prodotta e cantata da lui… Jason Aldean realizza un dvd che cattura l’energia di un suo concerto dal vivo, dal titolo “Night Train to Georgia”… Joe Nichols fa il suo ritorno dopo aver firmato un contratto con una nuova casa discografica con l’album “Crickets” che porta al primo posto in classifica il singolo “Sunny and 75″.
A novembre Dean Dillon riceve il premio Icon Award della BMI… Il 2 muore a Tulsa (Oklahoma) la sorellastra di Garth Brooks, Betsy Smittle. Aveva solo 60 anni e negli anni 1990 aveva fatto parte della sua band…George Strait vince il titolo di “Entertainer Of The Year” da parte della Country Music Association… Loretta Lynn è tra le 16 personalità a ricevere la Medaglia Presidenziale della Libertà che è conferita direttamente dal Presidente Barack Obama… Jennifer Nettles (momentaneamente separatasi dagli Sugarland) ed Eric Church annunciano un nuovo disco per il 2014… Quasi 100 tra artisti e musicisti prendono parte il 22 novembre presso la Bridgestone Arena di Nashville al tributo in onore del grande George Jones scomparso in aprile in occasione della data e nel posto che The Possum aveva scelto per il suo ultimo show dal vivo. Tra gli altri salgono sul palco George Strait, Alan Jackson, Garth Brooks, Blake Shelton, Brad Paisley e Miranda Lambert… Garth Brooks si esibisce in uno special da Las Vegas trasmesso in diretta dalla CBS.
A dicembre “Jolene” di Dolly Parton, l’omonimo album di Kris Kristofferson con il quale egli esordì nel 1970 e l’omonimo album di Doc Watson datato 1964 sono aggiunti ufficialmente alla Grammy Hall of Fame… Garth Brooks conferma in una intervista che nel 2014 partirà per un nuovo tour mondiale, tornando ufficialmente in attività… Kacey Musgraves riceve quattro nomination ai Grammy, inclusa uno per Miglior Nuova Artista… La comunità country da’ il suo addio alla leggenda Ray Price. (Ringrazio CMT per i dati forniti)

Garth Brooks in onore del grande Billy Joel al Kennedy Center di Washington

Posted by CountryStateLine on 30th dicembre 2013 in Home (News)

Guardando la performance che Garth Brooks ha tenuto ieri al Kennedy Center di Washington (il video è postato qui sotto) potete capire perchè lo ritengo l’artista più eclettico, completo e versatile che la country music moderna potesse avere. Garth si è esibito per onorare il suo grande amico e fonte d’ispirazione musicale Billy Joel (nella foto a destra con la attuale fidanzata Alexis Roderick sul red carpet del Kennedy Center - foto Kris Connor, Getty Images North America) il quale ha ricevuto il 2013 Kennedy Center Honor (quest’anno la 36esima edizione della manifestazione) insieme a Herbie Hancock, Shirley McLaine, Carlos Santana, Teresa Heinz Kerry e Martina Arroyo.
Il premio (il più alto riconoscimento americano) premia il contributo alla cultura americana attraverso l’espressione artistica – sia essa nella musica, nella danza, nell’opera, nel cinema o in televisione – ed in questi ultimi decenni è diventato la punta di diamante della vita culturale di Washington. Alla serata, ovviamente, prende parte anche il Presidente degli Stati Uniti con la moglie ed è trasmessa in diretta dalla CBS.
Tornando al nostro, Brooks ha cantato due grandi successi di Joel, “Allentown” e “Goodnight Saigon”, sotto lo sguardo compiaciuto e commosso del suo mentore e come sempre eseguendo una interpretazione come raramente se ne vedono, frizzante e poderosa. Garth riesce davvero a cantare qualsiasi cosa.
Questa per lui non era la prima volta: egli si era già esibito al Kennedy Center per celebrare George Jones e Loretta Lynn in due diverse cerimonie del passato.
Con lui sul palco per cantare pezzi famosi di Billy Joel sono saliti Rufus Wainwright, Don Henley e Brendon Urie dei Panic at the Disco. «Sono stato molto, molto fortunato ad esibirmi qui per tre volte con l’ultima in onore di Billy. Tutti e tre questi artisti sono stati eroi e icone che hanno influenzato la mia vita e la mia musica» ha detto Brooks alla ABC Radio. Poi, parlando di Joel: «Il suo catalogo è così immenso, avremmo potuto prendere le sei o sette canzoni che abbiamo cantato per lui e sostituirle con altre sei o sette e nessuno avrebbe avuto nulla da dire. Sareste stupiti di sapere quante canzoni che amate sono state scritte da lui».
Gustatevi il video. Il tour è sempre più vicino…
M.A.
(Grazie a Kris Connor, Getty Images North America, per la foto) 

Kacey Musgraves e la televisione bacchettona

Posted by CountryStateLine on 21st dicembre 2013 in Home (News)

Oggi parlo di moralismo bacchettone e lo faccio presentando Kacey Musgraves (foto Apega/WENN qui a destra). Kacey è stata una delle piacevoli sorprese degli ultimi CMA Awards, il mese scorso. A dire il vero non proprio una “nuova arrivata”, in quanto questa 25enne texana era già molto attiva da una decina di anni, muovendosi ai confini del mondo discografico come indipendente e avendo partecipato nel 2007 al talent musicale “Nashville Star”. Come spesso accade, però, le nomination hanno cominciato ad arrivare solo quest’anno quando è passata ad una major (Mercury) per incidere il suo quarto disco “Same Trailer Different Park”. Le sue canzoni sono scritte con grande cura e magistralmente interpretate e non a caso questo album, uscito lo scorso marzo, è stato catapultato al primo posto della classifica Billboard degli album country più venduti (il primo singolo estratto, “Merry Go Round”, è diventato una Top Ten Hit). Potrete non averla mai sentita ma Musgraves ha anche scritto molte canzoni per altri (la più recente è “Mama’s Broken Heart” per Miranda Lambert) e per la televisione diventando l’ultima delle artiste più promettenti del panorama country.
Solo per i CMA Awards le candidature di Kacey erano sei (singolo dell’anno, album dell’anno, vocalista femminile dell’anno, nuova artista dell’anno e canzone dell’anno con ben due brani – “Merry Go Round” e “Mama’s Broken Heart” per l’appunto). Bene, di sei candidature ha centrato solo quella come nuova artista dell’anno. Sfumati (e non senza un evidente disappunto durante la serata) tutti gli altri premi, quantomeno però quello vinto è stato assegnato con cognizione di causa e ho condiviso la scelta. Kacey canta un country molto vicino all’americana, con una voce molto pulita e una personalità forte e determinata che contrasta con il suo aspetto esile e la sua bellezza quasi eterea contornata dai suoi lunghi capelli neri. La canzone che ha cantato ai CMA Awards, “Follow Your Arrow”, è stata una delle più fresche e piacevoli esibizioni della 47esima edizione. Se avete visto la serata, però, mentre Kacey cantava vi sarete certamente convinti che ci fosse un problema tecnico quando, in più di una occasione, la voce è andata via. Ebbene, non si è trattato affatto di un problema tecnico. Il suono è mancato solo quando Kacey cantava un particolare passaggio del ritornello della sua canzone: “When The straight and narrow gets a little too straight / Roll Up a Joint, or don’t”. Vale a dire: “quando la via da percorrere diventa troppo difficile / Rollati una canna, o anche no”. In particolare l’audio è saltato (ogni volta) sulle parole “Roll up a Joint”.
Kacey ha confermato che la ABC (nella seconda foto Rick Diamond/Getty Images, Kacey durante l’esibizione ai CMA Awards 2013) ha deciso effettivamente di rendere muto quel passaggio del ritornello per i milioni di spettatori a casa. «Beh per qualche strana ragione la gente sente il bisogno di censurare quella parola, anche se poi alla ABC hanno deciso di lasciare un’altra parola “problematica” come “crack”» ha detto la giovane cantante in un’intervista a Country Weekly «Non so esattamente il motivo. Onestamente per me “Follow Your Arrow” è solo un inno positivo che incoraggia le persone di tutti i generi a rendere felici se stessi nella vita. Sono stata molto comunque contenta di stare sopra quel palco con la mia band e di far parte di quella serata.»
«Conosco un sacco di gente che non è d’accordo con quel genere di cose,specialmente nel sud del paese» ha proseguito Kacey  «Ma in realtà nei confronti di questa canzone c’è molta meno critica di quanto immaginavo. La suonerò in concerti dove ci sarà un enorme range anagrafico e anche per la persona più anziana è qualcosa di ormai familiare.  Ma più di ogni altra cosa, se esse non sono d’accordo al pensiero di una donna che bacia un’altra donna oppure all’idea della droga, spero che convengano sul fatto che  a prescindere da tutto noi dovremmo poter essere in grado di amare chi vogliamo amare e di vivere la nostra vita nel modo in cui decidiamo sia meglio per noi, nel rispetto dell’altro».
Il moralismo bacchettona della ABC avrò colpito anche nella diretta dei CMA Awards, ma certo Kacey può tranquillamente cantare le sue canzoni senza censura durante i suoi spettacoli dal vivo, numerosi nei prossimi mesi (da qui ad aprile girerà Stati Uniti e Canada), preparandosi nel frattempo ai Grammy Awards del 26 gennaio dove arriva con altre tre nomination: due per la categoria Migliore Canzone Country (ancora “Mama’s Broken Heart” e “Merry Go Round”) ed una per quella Migliore Album Country con “Same Trailer Different Park”. Sono sicuro che non uscirà dallo Staples Center di Los Angeles a mani vuote.
M.A.

Per le foto di questo articolo ringrazio:
Apega/WENN
Rick Diamond/Getty Images


Prime rivelazioni sul World Tour di Garth!

Posted by CountryStateLine on 20th dicembre 2013 in Home (News)

Da quando Garth Brooks ha annunciato il suo ritorno ai concerti dal vivo e il suo tour mondiale del 2014, le orecchie sono aperte per carpire i primi dettagli. Trapelano le prime indiscrezioni, anche se gli accordi e i progetti sono ancora in fase di definizione. E’ certo comunque che sarà qualcosa di grandioso. Settimana scorsa, nel programma della CBS “The Talk”, Garth ha dichiarato che l’obiettivo è fare apparire più piccolo tutto ciò che ha fatto fino a questo momento e che il tour che comincerà l’anno prossimo durerà non meno di tre anni. Ovviamente tutte le maggiori “piazze” del mondo, dopo l’annuncio del 9 dicembre, si stanno muovendo per accaparrarselo e quindi aspettiamoci di vederlo nei più famosi e prestigiosi impianti per concerti del globo.
«Stiamo sviluppando delle idee in questo momento» ha detto Brooks al programma radiofonico “Electric Barnyards“ «Costruiremo un palco e un impianto luci che dovrebbe far saltare il pubblico» Ma il vero protagonista del tour mondiale 2014-2016 di Brooks sarà il suono. Un suono poderoso, più massiccio e più “cattivo” che mai. «In effetti» ha rivelato Garth «abbiamo studiato un nuovo sistema di amplificazione che non è mai stato usato prima. Si tratta di una nuovissima tecnologia che permetterà a chiunque nell’arena di sentire il basso, il battito». In poche parole, sarà un tour ad alto volume.
Altro dettaglio non indifferente trapelato è che ci sarà un opening act (cantante singolo o band) e che si stanno studiando le presenze sulla base delle date del tour, in programmazione. «Abbiamo avuto offerte da ogni angolo del mondo». Tutti vogliono Garth al suo meglio!
Anche se questo “giro del mondo” schianterà tutto quello che Garth Brooks ha fatto finora, i fan possono stare tranquilli perché la musica sarà sempre vera e legata al suono originale che ha sempre caratterizzato le sue canzoni. Ancora non è certa invece la presenza della moglie Trisha Yearwood, che ha annunciato ieri una serie di concerti da tenersi tra Usa e Canada tra marzo e aprile 2014.
Vi terrò aggiornati!
M.A.

Price-Shelton e la diatriba sulla tradizione

Posted by CountryStateLine on 19th dicembre 2013 in Home (News)

Ieri sera mi sono riguardato la serata dei CMA Awards dello scorso novembre e quando ho rivisto la premiazione di Blake Shelton (nella foto di Judy Eddy / WENN)  come vocalista maschile dell’anno mi è tornato alla mente l’amaro sfogo di Ray Price (foto AP di Scott Lieberman più sotto), morto lunedì, che un anno fa esatto se la prese proprio con Blake allorquando, in una intervista per GAC (Great American Country, un tv via cavo e satellitare americana), nell’ambito della rubrica “Backstory”, egli discusse in studio sul suo ruolo nella country music moderna e su come questo nostro amato genere musicale continui ad evolversi. Blake affermò: «Se sono ‘Vocalista Maschile dell’Anno’ questo vuol dire che sono una di quelle persone con il potere di decidere se [la musica country] va avanti e se si sviluppa. Il country deve evolversi affinché possa sopravvivere. Nessuno vuole ascoltare la musica che ascoltavano i propri nonni. E non mi frega niente di quei vecchi tromboni di Nashville là fuori che diranno ‘Mio Dio, questo non è country!’  Beh questo succede perché voi non comprate più dischi, somari! I ragazzi lo fanno, e non vogliono comperare la musica che voi compravate.»
Tra tutti i commenti che cominciarono a comparire su internet in seguito a questa intervista ci fu proprio quello di Mr. Price, che utilizzava Facebook piuttosto regolarmente per interagire coi propri fan. Il 24 gennaio 2013 condivise sulla propria pagina questo suo pensiero: «E’ una vergogna  che io abbia trascorso 63 anni della mia vita in questo campo tentando di far conoscere la musica ad una platea sempre più larga e per rendere la strada più semplice agli artisti emergenti che stanno arrivando dopo di me. Ogni tanto qualche giovane artista incide qualche canzone che che sa di rock and roll e ha successo al primo giro solo tra i giovanissimi. Questo è il motivo per il quale vedi star che giungono al successo con poche hit e poi si eclissano credendo di essere la risposta di Dio al mondo. Questo tizio [Blake Shelton, ndr] pare che abbia un ego stratosferico e si illude … La stupidità regna sovrana!!!!!!! [proprio con tutti questi punti esclamativi!, ndr] Ray Price (CAPO DEI VECCHI SCORREGGIONI E DEI SOMARI) PS: DOVRESTI ESSERE COSI’ FORTUNATO COME NOI DELLA VECCHIA GUARDIA. TORNA A CONTROLLARE TRA 63 ANNI (NELL’ANNO 2075) E FACCI SAPERE COME SARANNO RICORDATI IL TUO NOME E LA TUA MUSICA.»
 Immediatamente dopo essere stato postato da Mr. Price questo commento fece il giro del web ed ovviamente arrivo alle orecchie di Blake Shelton, il quale usò lo stesso mezzo per offrire la spiegazione di quanto detto (e, a suo dire, frainteso) e chiedere scusa a Price e ad ogni altro eroe musicale che avesse potuto offendere. Shelton scrisse: «WOW! Mi hanno detto che ho offeso uno dei mie artisti preferiti di sempre, Ray Price,con la mia affermazione “Nessuno vuole ascoltare la musica che ascoltavano i propri nonni” … e probabilmente qualche altra cosina di quella stessa intervista di “Backstory” su GAC. Odio averlo fatto arrabbiare. La verità è che la mia affermazione riguardava e riguarda ANCORA il modo in cui noi – intesi come nuova generazione di artisti country – siamo continuamente costretti a reinventare la musica country per mantenerla popolare. ESATTAMENTE quello che ha fatto Mr. Price lungo tutto il suo percorso professionale di artista country mainstream… Spingere il limite in avanti con i suoi dischi. “For The Good Times” è un perfetto esempio con l’introduzione del suono di una gigantesca orchestra nella musica country. Fu nuovo e strepitoso!!! Sono assolutamente convinto che avrei potuto usare altre parole per dirlo (come sempre ha ha!) e chiedo scusa a Mr. Price e ad ogni altro mio eroe che possa essersi offeso… Credo in ogni parola che ho detto. La musica country è la mia vita ed il suo futuro ed il suo passato sono importanti per me. Metterò il mio amore ed il mio rispetto e la mia conoscenza a riguardo per difendere la musica country contro chiunque là fuori. CHIUNQUE…»
Ray Price non ha mai replicato ufficialmente a questa risposta di Shelton. Forse l’aveva soddisfatto, forse no. Ma ha dimostrato che la base fondamentale costituente il successo di questo nostro amato genere musicale e di tutti gli artisti che hanno “sfondato” raggiungendo il top è sempre stato il rispetto della tradizione da cui questa meravigliosa musica ci è arrivata. Nessun stravolgimento ha vita lunga. Ray Price lo sapeva: per questo il suo nome rimarrà scolpito per sempre nella storia.
M.A.

Fermato alla guida della sua auto in stato di ebbrezza: Chris Cagle arrestato in Texas

Posted by CountryStateLine on 18th dicembre 2013 in Home (News)

Erano le due del mattino di domenica scorsa ed il semaforo era rosso. Ma l’auto è sfrecciata via lo stesso ad alta velocità ignorandolo. E’ scattato così l’inseguimento della volante della polizia che stava pattugliando quel tratto della US Highway 69 che passa per Greenville, in Texas. Quando l’auto è stata fermata e raggiunta, l’agente ha raccolto le generalità del cantante country Chris Cagle, che è risultato decisamente ubriaco. Portato in centrale per accertamenti, è scattato l’arresto (lì non si scherza, mica come da noi in Italia!) con l’accusa di sospetta guida in stato di ebbrezza – questa è la dichiarazione del portavoce del Dipartimento di stato di Pubblica Sicurezza Lonny Haschel. Dopo qualche ora di detenzione presso la prigione della contea di Hunt a Greenville è uscito dopo il pagamento di una cauzione di 3000 dollari.
Cagle, un cantante country rock piuttosto conosciuto, ha esordito nel 2000 con l’album “Play It Loud” (ricordate il primo singolo “My Love Goes On and On”? Ma anche, e forse di più, la bella “Laredo”?) col quale ha sfondato quota 500mila copie vendute, ripetendosi poi nel 2003 con il suo secondo omonimo disco. Ad oggi ha al suo attivo 5 album, l’ultimo dei quali uscito l’anno scorso per la Bigger Picture Music Group dal titolo “Back In The Saddle” (di nuovo in sella). Speriamo che questo incidente non lo disarcioni anche perché Cagle non è nuovo alle denunce con conseguente arresto: nel 2008 a Nashville era stato portato in cella con la sua (allora) ragazza in seguito ad un diverbio degenerato in rissa. Stando al rapporto della polizia, entrambi erano risultati ubriachi.
M.A.

Addio, Mr. Cherokee Cowboy: il cancro ha sconfitto anche Ray Price

Posted by CountryStateLine on 17th dicembre 2013 in Home (News)

Ora è vero: Mr. Cherokee Cowboy se ne è andato ieri pomeriggio. Sul serio. Voci infondate, riprese da testate autorevoli,  lo avevano già dato per morto nel pomeriggio di domenica e tutti ovviamente avevano presa per attendibile e verificata la notizia. Ma di attendibile e verificato non c’era nulla. Era pur sempre malato di cancro in fase terminale ed era inevitabilmente questione di tempo. Il tempo ora è arrivato; l’annuncio ufficiale, come voluto dalla moglie Janie, è stato fatto da Billy Mack jr., portavoce ufficiale della famiglia. Ray Price aveva 87 anni e, come i fan della musica country sanno, era da tempo malato di cancro al pancreas (di cancro era morto anche suo papà); dal 2 dicembre, dopo una serie di ingressi e di dimissioni, era stato permanentemente ricoverato in ospedale. Mr. Cherokee Cowboy (dal nome della band che fondò nel 1954) ha testimoniato la grandissima classe che lo ha contraddistinto umanamente e musicalmente lungo tutto il percorso di questa avventura che chiamiamo esistenza e l’ha vissuta in prima persona fino all’ultimo, rifiutando l’accanimento terapeutico che lo avrebbe sì fatto vivere più a lungo ma a scapito della qualità di vita. Egli non voleva. Così, quando i medici lo hanno informato che il cancro si era esteso al fegato, all’intestino e gli aveva preso un polmone, ha deciso di tornare a casa e andarsene circondato dalla sua famiglia. Il giorno dell’ultima dimissione, giovedì scorso, la moglie Janie aveva detto: «Ray è vigile e cosciente di ciò che succede attorno a lui e capace di prendere decisioni. Grazie al cielo non ha avuto dolori particolarmente forti. Ma è con grande tristezza che oggi io vi annuncio che il mio amato marito è entrato nella fase finale del suo cancro che sta combattendo da 25 mesi. Chiunque conosca Ray sa che egli possiede grandi certezze e grande fede in Dio. La sua decisione finale è perciò quella di lasciare l’ospedale e tornare a casa per trascorrere i suoi ultimi giorni nel suo amato ranch [a Mount Pleasant, Texas, ndr] circondato dal comfort di casa sua e dall’amore dei suoi familiari e amici.» Forse non lo sapete ma alcune delle più belle canzoni del repertorio classico country, che probabilmente avrete sentito ricantate da qualche artista moderno, sono diventate successi grazie proprio a Ray Price, che ha inciso con il suo marchio indelebile la storia di questo genere: “Heartaches By The Number”, portata al successo nel 1959 e ripresa per ultima in ordine cronologico da Martina McBride nel suo album “Timeless” (vedi video in fondo a questo articolo), “Release Me”, “For The Good Times” (autore un altro grande, Kris Kristofferson), “City Lights” (scritta da un altro grande, Bill Anderson) senza dimenticare “Crazy Arms”, che stette 20 settimane in cima alla classifica dei singoli country e divenne disco dell’anno per Billboard nel 1956. Quarantasei Top 10 tra il 1952 e il 1982 (20 solo nei primi 8 anni di attività discografica) l’hanno di diritto fatto entrare nel mito (e nel Grand Ole Opry nel 1952). Sono legati a lui altri grandi nomi del country del passato, da Lefty Frizzell a Webb Pierce, da Jim Reeves a Hank Williams, sua musa ispiratrice all’inizio, con il quale condivise molto: una grande amicizia, un appartamento (Hank era già un mito senza pace, Price un esordiente di successo) e delle canzoni (Price scrisse “Weary Blues” per Hank). Per più di 50 anni il nome di Ray Price ha riempito di grazia e stile le classifiche country e anche se con “Crazy Arms” ha forgiato un nuovo ritmo musicale (lo “shuffle”) egli ha in realtà giocato su più fronti con grande maestrìa: dall’honky tonk alle ballate, mantenendo una voce piacevole all’orecchio ma non per questo scontata nei suoi dischi i quali rappresentavano sempre un avventura, all’ascolto. Mai senza giacca e cravatta, il suo incedere elegante e la sua voce molto profonda hanno davvero creato un solco e definito uno standard di alta qualità, che non ha mai per esempio tradito la pedal steel ma che ha introdotto in quantità violini, percussioni e chitarre con sordina; negli anni ’60 introdurrà come parte integrante  della sua backing band addirittura un’orchestra di 20 elementi arrivando ad essere definito il “crooner” della country music (cioè il classico cantante melodico e sentimentale). Parola che certo lo inquadra ma altrettanto certamente non lo definisce completamente. Le sue ultime due Top 20 risalgono al 1983, “Forty And Fadin’” e “Old Friends”. In quell’anno Price comparve anche nel film “Honkytonk Man” di Clint Eastwood per il quale incise il singolo “One Fiddle, Two Fiddle”. Anche se non se ne prese mai il merito, molto del new country che ascoltiamo oggi trae origine dal semplice ma profondo ritmo cadenzato proprio dello stile che egli introdusse, reinventando il genere e aborrendo i pregiudizi musicali. «Ho combattuto i pregiudizi da quando ho cominciato a suonare country music e continuerò a combatterli» disse in una intervista all’AP nel 1981 «Un sacco di gente vuole confinare la musica country tra le minoranze. Ma essa appartiene al mondo. E’ arte». Ray Price era rimasto attivo anche nel nuovo millennio, andando in tour fino al 4 maggio scorso (si era esibito a Salado, in Texas) e preparando proprio in questi ultimi mesi un disco introspettivo che vedrà verosimilmente la luce nel 2014, “Beauty Is”, contenente i brani “No More Song To Sing”, “Among My Souvenirs” e “I Wish I Was 18 Again”.L’unico periodo in cui si era fermato per una pausa di riflessione era stato in seguito alla scomparsa di George Jones, lo scorso aprile, allorquando aveva scritto: «La porta di un’era in questo tempo si sta lentamente chiudendo. Con solamente uno sparuto gruppo di noi rimasto, la musica country che conoscevo e che amavo è morta anch’essa. La mia grande speranza è che le nuove generazioni di cantanti ci ricordino tutti e portino avanti il nostro spirito.» Un amara considerazione con cui pare ora che volesse anticipare i tempi. Il suo ultimo messaggio è stato postato su Facebook: «Amo i miei fan e ho dedicato la mia vita a comunicare con loro. Ho apprezzato il loro sostegno durante tutti questi anni e spero di non averli delusi mai. Sono in pace con me stesso. Amo Gesù. Starò bene. Non vi preocupate di me. Un giorno vi rivedrò.» Riposa così come te ne sei andato, Cherokee Cowboy: in pace. E veglia su di noi. M.A

Per le foto di questo articolo si ringraziano:
Frazer Harrison (Getty Images)
Jimmy Ellis (The Tennessean)
Associated Press

 

 

 

 

 

 

Kris Kristofferson: “Perdo la memoria…”

Posted by CountryStateLine on 14th dicembre 2013 in Home (News)

E’ stato egli stesso a rendere pubblico il problema, durante il tour promozionale del suo ultimo film indipendente “The Motel Life”, dichiarando di stare perdendo la memoria. Non già Alzheimer, comunque una degenerazione già rilevabile. Ma Kris Kristofferson, 77 anni (nella foto Andres Otero/WENN qui a destra), una delle ultime figure-mito americane della musica country-folk, ma anche attore, autore e musicista non ha nessuna intenzione di ritirarsi dalle scene. Kristofferson, che ricordo in film quali “Blade”, “Fire Down Below” e “Payback – La Rivincita di Porter”, ha rilasciato qualche giorno fa una intervista a Fow News raccontando di avere avuto questa diagnosi dopo il consulto con alcuni dottori i quali gli avrebbero detto che il disturbo è legato a tutte le commozioni cerebrali subite in seguito agli incontri di boxe e di football americano giocati in gioventù. «La mia memoria ha cominciato ad abbandonarmi circa due anni fa» ha detto Kristofferson  «e vorrei che oggi non fosse così messa male. Ad ogni modo la musica sarà sempre il mio primo amore. Essa è ciò che sono. Quando ero un piccolo ragazzo scrivevo già canzoni, ma cominciai anche a recitare e ad esibirmi dal vivo. La cosa buffa è che non ero affatto preparato o allenato per nessuna di queste attività. Non ero mai stato su di un palco e non avevo mai suonato in vita mia.» Ma Kristofferson non vuole la pietà della gente: «Non posso pensare a niente che potrei fare e che non ho gia fatto. Forse solo scrivere e dirigere un film, ma non credo che ciò capiterà mai. Io mi sento fortunato già solo per il fatto di essere ancora qui a raccontarvela e di avere avuto l’opportunità di lavorare con così tante straordinarie persone.»
Anche se ha avuto una carriera di successi che copre un arco di più di 40 anni, Kris Kristofferson (che è anche membro della Country Music Hall of Fame) dice che il suo più grande risultato non ha nulla a che fare con nessuno dei suoi successi professionali: si tratta di Lisa Mayer, sua moglie. «Sono sposato con mia moglie da 33 anni, ho avuto otto bambini e mi assomigliano tutti. Sono benedetto e tutto sommato posso dire di essere davvero ad un buon punto della mia vita.» Poi, un altro importante dettaglio: nonostante la memoria lo stia abbandonando, ricorda ancora tutte le sue canzoni! Quindi i fan possono almeno da questo punto di vista stare tranquilli: i suoi concerti sono al sicuro!
M.A.

Josh Turner, Kellie Pickler e i Kentucky Thunders alla Country Night Gstaad 2014

Posted by CountryStateLine on 10th dicembre 2013 in Home (News)

Contratti già blindati e firmati, line-up confermata e prevendite già aperte per la edizione 2014 della Country Night di Gstaad. A cadere sull’Oberland Bernese l’anno prossimo saranno stelle di primissima grandezza e sopraffina classe: Josh Turner, Kellie Pickler e i Kentucky Thunders. Il gruppo svizzero degli Swiss Highwaymen ad aprire le due magnifiche serate.
Trentasei anni Josh Turner, ventisette Kellie Pickler, del South Carolina lui, del North carolina lei, sono davvero quanto di meglio l’ultimissima generazione della country music ci ha regalato in campo maschile e femminile.
Considerato degno erede di Randy Travis, anche per il suo attaccamento alla tradizione musicale del genere, Josh Turner ha esordito nel 2003 con il suo primo album “Long Black Train” contenente l’omonimo singolo con il quale due anni prima aveva lasciato di stucco pubblico e critica cantandolo dal vivo al Grand Ole Opry. La platea si era alzata in piedi per applaudire e a Josh era stato chiesto di eseguirne il bis. La sua  capacità canora e la sua voce baritonale sono il tratto distintivo di questo grande artista, che a 19 anni aveva sofferto di una lesione alle corde vocali la quale lo aveva costretto a riposare la voce per circa un anno. Fervente cristiano, è sposato con Jennifer Ford dal 2003 ed ha tre figli. Ad oggi ha al suo attivo 5 album registrati in studio e 2 dal vivo, nonché 12 nomination tra Country Music Association, Academy of Country Music, Grammy, Ispirational Country Music e CMT Music Awards ed ha venduto più di 5 milioni di album.
La bionda Kellie Pickler è invece stata “sfornata” come Carrie Underwood dal programma “American Idol” (quarta edizione Carrie, quinta edizione lei)  guadagnandosi stima e rispetto per le sue doti canore e per la facilità con la quale affrontava canzoni country di una certa levatura, come “A Broken Wing” di Martina McBride. E’ da poco uscito il suo quarto album, “The Woman I Am” che pare confermare la popolarità che Kelly riscuote tra le nuove generazioni dei fan della musica country.
Dei Kentucky Thunder non c’è bisogno di dire nulla: un gruppo che rappresenta l’eccellenza del bluegrass capitanato dall’icona Ricky Skaggs, non nuovo sul palco del Country Night festival, a differenza di Turner e Pickler che giungeranno a Gstaad per la prima volta.
Ora non perdete tempo e andate a prenotare i vostri biglietti per venerdì 12 e sabato 13 settembre 2014!
Il link: http://www.countrynight-gstaad.ch/pages/en/artists-2014.html
M.A.